Author:roberto-dolza-fotografia

Tutto il resto…- I colori della luce sulla neve

I colori della neve prima che sorga il sole.

Foto non facile da apprezzare.

Forse può emozionare solo chi ha vissuto certi momenti.

Imparare in continuazione, soprattutto nella fotografia, è assolutamente imprescindibile.

Si inizia con la tecnica senza la quale si diventa letteralmente soggetti passivi gestiti dalla nostra macchina foto e delle scelte di un progettista in qualche parte del mondo.

É un po’ come imparare ad andare in bici, una volta appresa la tecnica questa rimane nel nostro inconscio e la utilizziamo senza neanche pensarci.

Poi, ci sarà chi la sfrutta per una gita con la famiglia e chi ci vince un campionato del mondo.

In fondo “solo” livelli diversi.

Invece difficilissimo, fonte di studio, di attenzione e di pratica infinita per alzare l’asticella, è imparare a vedere. Ma cosa?

Il particolare nascosto nel quadro! Quello che ti emozionerà fino a toglierti il respiro.

Soprattutto un fotografo di viaggio o un paesaggista devono imparare a vedere il dettaglio. O forse più correttamente a eliminare tutto il contesto che crea rumore, che distrae l’occhio dal particolare che invece può essere meraviglioso.

Può capitare ad esempio che subito prima dell’alba hai iniziato una salita nella neve fresca con le ciaspole e ti sembra che non ci sia niente di particolarmente interessante da fotografare.

Poi ti fermi un attimo per riposare, alzi gli occhi e… eccola lì proprio davanti ai tuoi occhi!

Una traccia nel manto nevoso con la neve incisa in una serie ci curve dal passaggio di chi ti ha preceduto. Tutto intorno una coltre che avvolge la terra meglio del più morbido dei cashmere che essere umano possa mai acquistare. E, apoteosi della magia, vedi la luce gialla del sole nascente alle tue spalle che si scioglie con quella blu della neve e delle ombre che sono proprio davanti a te.

E resti completamente senza respiro.

 

 

Geolocalizzazione: 45°3’17.9185″ N 6°39’8.7259″ E

Obiettivo: 120 mm. su 24-120 mm. Tempo: 1/160

Diaframma: f/4

ISO: 100

Tutto il resto…- I colori della luce sulla neve
Danimarca - Copenaghen - Guardia reale

Fare la guardia al palazzo reale.

La guardia reale in alta divisa.

Fascino e rispetto

Vorrei vedere e fotografare con calma la piazza del palazzo reale nel centro di Copenaghen, ma purtroppo ci arrivo troppo tardi.

Il sole è ormai molto basso, la luce è radente e l’ombra della sera avvolge ormai quasi tutto.

Poi scorgo una possibile composizione che mi affascina moltissimo. E il cuore inizia a correre.

La fotografia in città quando il sole è quasi al tramonto offre poche possibilità a causa del sole che si avvicina all’orizzonte e delle lunghe ombre dei palazzi che smorzano colori e dettagli.

Nella piazza ci sono le guardie in alta uniforme che fanno la guardia al palazzo del re anche loro ormai in ombra.

Tranne una.

Si staglia in pieno controluce. Bella da togliere il fiato dentro un fascio di luce caldissima che l’accarezza e la fa risaltare in modo quasi irreale.

Emana un’eleganza e un rispetto a dir poco incredibili.

Ecco la mia foto!

E la mia emozione…

 

 

Geolocalizzazione: 55°41’1.662″ N 12°35’33.336″ E

Obiettivo: 200 mm. su 70-200 mm

Tempo di scatto: 1/250

Diaframma: f/2,8

ISO: 100

Danimarca - Copenaghen - Guardia reale
Tutto il resto…-Danimarca-Hygge-02

Hygge. Una parola che racchiude in se il meglio della Danimarca. 02

La Danimarca e i molti significati del termine hygge - 02

Può una parola raccontare molto di un popolo meraviglioso?

Continuo nel mio tentativo di spiegare lo hygge (o almeno ciò che ne sto iniziando a capire!) con questo secondo esempio.

Innanzitutto occorre precisare che uno dei molti significati di questo termine afferisce alla grande attenzione che il popolo danese pone alla qualità del tempo libero.

Che di conseguenza lo qualifica e lo caratterizza sotto vari aspetti.

Ad esempio il piacere incredibile di rilassarsi in compagnia dipingendo dei prodotti grezzi in terracotta.

Semplicemente meraviglioso!

Il primo giorno che sono arrivato in Danimarca, mia figlia che vive lì da qualche tempo, mi ha detto: “Papà voglio farti un regalo per il tuo arrivo. Voglio farti provare un assaggio della cultura danese”.

Incuriosito ho accettato con entusiasmo senza tuttavia sapere cosa avremmo fatto. Lontano anni luce anche nella mia fantasia.

Mai avrei potuto immaginare sia cosa mi aspettava, sia soprattutto, come mi sarei sentito bene e sereno durante e dopo questa esperienza.

Dopo un breve viaggio siamo entrati in un locale che allora mi parve molto strano con:

  • A) pareti con lunghe mensole sulle quali erano esposti diversi prodotti in ceramica grezza
  • B) un grande ripiano letteralmente coperto da un’incredibile quantità di colori, di pennelli e di spugnette
  • C) grandi tavoli sui quali uomini, donne e ragazzi di qualsiasi età erano concentrati a dipingere sui prodotti di ceramica
  • D) Un bancone bar dove le collaboratrici del locale preparavano il caffè che i danesi adorano. Tutti gli avventori apparivano molto concentrati ma anche rilassati e chiacchieravano (sottovoce, prima cosa da imparare in fretta!) tra di loro.

A quel punto ho detto a mia figlia: “Che bello Martina, mi fai un vasetto colorato!”.

La risposta mi ha lascito basito: “Guarda che non hai capito papà; io faccio il mio e tu il tuo, quindi scegliti un oggetto che ti piaccia, colori e pennelli e mettiamoci insieme a dipingere!”. Ooops: sconcerto iniziale. 😳

L’esperienza si è rivelata tanto imprevista quanto eccezionale. Un’ora abbondante, in un luogo estremamente caldo e piacevole, a rilassarmi come mai avrei immaginato chiacchierando (sempre sottovoce! 🤫) con mia figlia e gustandomi due ottimi caffè con lo sconcerto di quanto il mio lavoro fosse brutto rispetto a quello degli altri “artisti”.

Oggi la mia “opera d’arte” mi fa compagnia sulla scrivania del mio studio e mi ricorda ogni giorno quanto siano preziosi i mille aspetti dello hygge.

Mi piacerebbe che questa foto potesse trasmettere alcune di quelle incredibili emozioni.

 

 

Geolocalizzazione: 55°40’49.5014″ N 12°35’9.7736″ E

Composizione in HDR di tre scatti

Obiettivo: 58 mm. su 24-105 mm. Tempo: 1/250

Diaframma: f/4,8

ISO: 110

Tutto il resto…-Danimarca-Hygge-02
Danimarca - Copenaghen - Luci e colori

Fine di una giornata di lavoro invernale.

Fine di una giornata di lavoro invernale.

Colori e luci incredibili

La temperatura colore di luci diverse che si incontrano e si fondono della stessa immagine mi affascina sempre moltissimo.

Assomiglia a una danza armoniosa e dolcissima che sembra non avere mai fine.

Ancora di più quando si fondono nella composizione di uno scatto che, come in questo caso, “congela” la fine del lavoro di una fredda e piovosa giornata invernale a Copenaghen.

Mi diverte sempre molto (quando posso) cercare di visitare una città o un luogo nelle diverse ore della stessa giornata perché la luce, per qualità, intensità, direzione, temperatura colore cambia in continuazione.

Ne consegue che la stessa composizione può trasmettere allo spettatore emozioni completamente diverse. Tentare di rappresentarle nel modo corretto è per me un gioco divertentissimo e un’ottima scuola fatta di mille errori. 

In questo caso stavo rientrando verso la mia destinazione passeggiando verso l’inizio del canale di Nyhavn (l’antico porto di Copenaghen) dove si trovano gli imbarchi per i battelli turistici e, improvvisamente, ho visto questa immagine che mi ha profondamente colpito.

Era fine giornata, pioveva e uno dei lavoratori della compagnia di navigazione aveva finito la sua giornata di lavoro. Le luci erano incredibili: quelle della sera invernale ormai all’ora blu e del maltempo erano molto fredde rappresentando benissimo la situazione, mentre quelle dei lampioni e della biglietteria molto calde, facevano pensare al meritato ritorno al calore di casa e della famiglia.

Ed ecco com’è nato questo scatto.

 

 

 

Geolocalizzazione: 55°40’49.5014″ N 12°35’9.7736″ E

Obiettivo: 68 mm. su 24-105 mm

Tempo di scatto: 1/30

Diaframma: f/6,7

ISO: 2.200

Danimarca - Copenaghen - Luci e colori
Paesaggi - Danimarca - Jutland - Bregnet

Una piccola, meravigliosa chiesa nella campagna danese.

Girovagando per le campagne dello Jutland danese.

Una piccola bellissima chiesa scoperta per caso.

La campagna danese è ricca di luoghi bellissimi. É estremamente piacevole percorrere senza alcuna fretta le strade che la attraversano perché all’improvviso possono comparire piccoli gioielli di bellezza e di pace.

Un giorno d’estate, dopo una visita a un parco pubblico, risalgo in macchina per riprendere a viaggiare senza una meta precisa.

Appena uscito dal parcheggio vedo comparire tra gli alberi e sopra una collinetta, un campanile bianco e l’immancabile bandiera danese.

Cambio immediatamente direzione e mi muovo verso questa chiesetta che mi ha incuriosito.

Quando arrivo, resto senza parole. É tanto semplice quanto bella e tutto è perfettamente curato. Un’oasi di pace e di serenità dove fermarmi a godere del calore di tardo pomeriggio estivo.

Dopo averne visitato gli interni, mi siedo sotto un albero del cimitero adiacente. Non c’è un filo d’erba fuori posto e mi godo qualche momento di pace assoluta prima di rimettermi in viaggio.

Geolocalizzazione: 56°17’27.102″ N 10°29’6.648″ E

Obiettivo: 24 mm. su 24-105 mm.

Tempo: 1/200

Diaframma: f/10

ISO: 100

Paesaggi - Danimarca - Jutland - Bregnet
Bianco e nero - Danimarca - Copenaghen - Stazione metropolitana

Bellezza e armonia

La bellezza e l'armonia.

Si manifestano, in alcuni paesi, con costanza e rispetto della tradizione

Più conosco la Danimarca e i suoi abitanti e più me ne innamoro. In particolare della loro grande attenzione a certi aspetti della vita.

Uno di questi è la premura costante e diffusa alla bellezza in questo splendido paese che si riflette in una profonda armonia di forme, colori e anche nell’uso estremamente attento delle luci.

Peraltro questa non è che una sfaccettatura del concetto danese dello hygge, tanto articolato quanto piacevole da vivere e affascinante da osservare. Pur, ahimè, con lo sguardo di chi non ci vive (ancora).

Girando per la Danimarca – con un minimo di attenzione – appare subito evidente l’attenzione all’armonia che viene costantemente esercitata dal suo popolo.

Che si tratti di strade, edifici, parchi, oggetti quotidiani, interno delle abitazioni la sensazione non cambia: si percepisce costantemente il desiderio di creare intorno a sé il “bello”.

Lo stile, estremamente sobrio e lineare tanto nelle forme quanto nei colori, è assolutamente piacevole e trasmette sempre sensazioni di calore e di piacevolezza.

Anche edifici che hanno una destinazione d’uso tipicamente di servizio, hanno queste caratteristiche.

Girovagando per Copenaghen, sono capitato in questa stazione della metropolitana che ho trovato bellissima proprio per i motivi che ho esposto prima.

E ho deciso di condividerla con voi sperando di trasmettervi le stesse emozioni.

 

 

Geolocalizzazione: 55°40’49.5014″ N 12°35’9.7736″ E

Obiettivo: 24 mm. su 24-105 mm Tempo: 1/60

Diaframma: f/8

ISO: 6.400

Bianco e nero - Danimarca - Copenaghen - Stazione metropolitana
Bianco e nero - Italia - Torino - Locomotiva abbandonata

La tristezza di un tempo che sta finendo

Addio vecchia signora.

Un pezzo di storia italiana muore sotto la pioggia

Una vecchia locomotiva muore di ruggine e abbandono nonostante la sua storia importante.

Questo mezzo potrebbe raccontare di tempi incredibili quando durante la seconda guerra mondiale prestò servizio in Italia, giunta nel nostro paese direttamente dagli Stati Uniti.

Nella città di Torino, nei pressi di Ponte Mosca è localizzato il centro di restauro del Museo Ferroviario Piemontese.

Qui riposano, in attesa di essere riportate allo splendore originale, con enorme fatica, passione e con pochissimi mezzi economici erogati dalle istituzioni pubbliche, macchine e carrozze che poterebbero raccontare pagine interessantissime della storia italiana.

Proprio la scarsità di risorse economiche tanto profonda quanto è forte l’impegno a titolo gratuito di un gruppo di appassionati, limitano enormemente le oggettive possibilità di restauro.

Negli spazi all’aperto quindi giacciono veicoli quasi incredibili. In attesa di una rinascita che meriterebbero e che quasi certamente, non arriverà più.

Questa locomotiva ad esempio fu costruita negli USA con motorizzazione inizialmente (ovviamente) a gasolio, poi durante la seconda guerra mondiale venne trasferita in Italia dove, riconvertita a carbone, prestò servizio durante e dopo l’evento bellico. Ancora oggi sulle sue fiancate sono visibili tra la ruggine, le scritte originali dell’esercito USA.

Vederla abbandonata in queste condizioni per me è stato davvero un colpo al cuore sapendo che il suo restauro sarà quasi certamente impossibile da realizzare e che finirà la sua vita marcendo sotto la pioggia. Tik tok, il tempo scorre inesorabile e lei aspetta immobile la sua sorte. Che tristezza.

Addio vecchia signora.

 

 

Geolocalizzazione: 45°4’50.5956″ N 7°41’7.2482″ E

Obiettivo: 12 mm. su 12-24 mm Tempo: 1/45

Diaframma: f/9,5

ISO: 100

Bianco e nero - Italia - Torino - Locomotiva abbandonata
Tutto il resto…-Danimarca-Hygge-01

Hygge. Una parola che racchiude in se il meglio della Danimarca. 01

La Danimarca e i molti significati del termine hygge - 01

Può una parola raccontare molto di un popolo meraviglioso?

La scorsa estate per la prima volta ho scoperto la Danimarca. Anzi per essere precisi il suo popolo meraviglioso.

E, di conseguenza, la parola che meglio lo rappresenta nelle sue diverse accezioni:

Hygge.

Voglio provare a spiegarvi il profondo significato di questo termine con alcuni esempi della vita danese. Questo è il primo.

Giugno 2022, appena sceso dalla navetta di collegamento dall’aeroporto alla stazione dei treni di Aarhus (la seconda città danese) non sapevo cosa davvero aspettarmi perché faticavo quasi a credere alle descrizioni fatte da mia figlia che si era trasferita là da alcuni mesi.

Ciò che realmente non immaginavo era che avrei passato i giorni successivi con stampato in viso l’effetto “mascella cadente” nel disperato tentativo di convincere la mia mente che ciò che vedevano i miei occhi era davvero la realtà.

Il fatto che vi racconto oggi, e accaduto in realtà nel secondo viaggio, questa volta nella capitale Copenaghen, ma questo è un dato assolutamente ininfluente perché permea tutta la civiltà danese.

Tardo pomeriggio il sole si sta abbassando nei lunghissimi tramonti scandinavi, mi sto perdendo tra le vie di questa bellissima capitale e capito in una piazza dove vedo un bar e vengo colpito dal fatto che all’esterno sono presenti una accanto all’altra diverse carrozzine per neonati.

Mi avvicino incuriosito e, con enorme stupore, in ogni carrozzina c’è un pupetto che dorme sereno, perfettamente coperto con il solo viso esposto al freddo della capitale. Riposano tutti, insieme, nelle loro carrozzine e nel silenzio più assoluto.

Addirittura una delle carrozzine ha una videocamera portatile che riprende il bimbo mentre dorme.

Le mamme sono dentro, tranquille e serene, che si prendono un po’ di tempo chiacchierando tra di loro.

Ovviamente non posso trattenermi dal fotografare una simile meraviglia, e incredibilmente mentre fotografo, un paio di passanti si fermano, danno un’occhiata ai pupetti, e poi proseguono nel loro percorso. In-cre-di-bi-le!

Questo può avvenire esclusivamente in un Paese estremamente voluto e con un livello di responsabilità reciproca elevatissimo (che peraltro si riscontra in mille sfaccettature) tanto quanto è basso il livello di delinquenza.

Ma l’aspetto che, grazie a queste considerazioni mi ha colpito, è l’attenzione nella società danese alla qualità del tempo libero che per loro è sacro e il cui rispetto può avere mille diverse sfaccettature. Ecco lo hygge.

Può essere anche un gruppo di mamme che chiacchiera tranquillamente dentro un locale mentre fuori i loro neonati dormono tutti insieme abituandosi (ovviamente in condizioni di massima sicurezza) alle condizioni del clima danese.

Questo è solo un piccolissimo esempio di cosa può essere lo hygge.

 

 

Geolocalizzazione: 55°40’49.5014″ N 12°35’9.7736″ E

Obiettivo: 35 mm. su 24-105 mm. Tempo: 1/60

Diaframma: f/4

ISO: 280

Tutto il resto…-Danimarca-Hygge-01
Locomotore-abbandonato

Un vecchio locomotore si perde per sempre.

Abbandonato su di un binario a subire i danni del tempo.

Un tesoro di storia italiana marcisce per scarsità di fondi.

La casualità della vita a volte assume aspetti davvero eccezionali e l’aiuto ti viene in contro quando ormai non sapevi più che fare.

Dovevo realizzare una foto per il calendario del Gruppo Foto Lions Italia per il 2023 e il tema erano i treni. Non volevo fotografare mezzi moderni, ma antichi locomotori o carrozze ma ho scoperto che non sono affatto semplici da trovare.

Incredibilmente sono venuto in contatto e sono stato aiutato dal Museo Ferroviario di Savigliano in particolare dal sig. Beppe Sinchetto, persona meravigliosa e preparatissima, che mi ha accompagnato a fare un viaggio nel tempo in un mondo tanto bello quanto affascinante.

Che in buona parte si sta perdendo per sempre. 

Esiste i ogni paese un patrimonio storico, composto da mille sfaccettature, alcune più note come l’arte, la musica, gli edifici storici, altre quasi dimenticate e quindi destinatarie di poche risorse economiche per la loro cura e conservazione.

In tutto questo è scritta l’incredibile storia di un popolo, la sua crescita, i suoi errori, la sua forza, la sua creatività. Tutto ciò che nei secoli lo ha caratterizzato e reso unico. Ma la storia non è fatta solo di arte o di bel canto, ma anche di quei mille oggetti, sovente umili e sconosciuti ai più, che nel quotidiano ne hanno permesso la crescita. Che ne sono stati l’anima.

Ho avuto l’inaspettato e grandissimo dono di essere preso per mano e portato dentro l’incredibile storia che permea tutti i mezzi ferroviari disponibili presso le due strutture (una a Torino e una a Savigliano) del Museo Ferroviario Piemontese. Ed è stata un’esperienza che non dimenticherò mai più per la meraviglia di ciò che ho visto e per l’intensità delle emozioni che ho provato.

Nelle strutture del museo sono presenti e intimamente legati tre diversi mondi:

A) I mezzi meravigliosi perfettamente restaurati e mantenuti che sono esposti al pubblico

B) I mezzi in fase di restauro che godono delle cure amorevoli e dell’incredibile preparazione di un gruppo di appassionati che con risorse erogate assolutamente ridicole per i tempi attuali e con tanta, tantissima passione (e in molti casi con fondi propri) realizzano con grande abnegazione il restauro di questi mezzi

C) I mezzi in deposito che stanno di fatto marcendo al sole in attesa di un restauro che forse non avverrà mai.

Passare tra queste meraviglie, entrarvi dentro, sentirne i profumi (non gli odori!), sfiorare le loro componenti con la mano chiudendo gli occhi e immaginando le voci e le storie di tutti coloro che vi hanno lavorato o vissuto sopra, vi assicuro che è un emozione talmente forte da essere quasi “violenta”, comunque meravigliosa.

Invito chiunque a organizzare una visita magari in gruppi scolastici o di amici, perché se riuscirete a lasciare il cellulare in tasca in quei minuti, gli appassionati che vi guideranno vi faranno fare un vero viaggio nel tempo.

 

 

Geolocalizzazione: 44°38’28.482″ N 7°39’48.864″ E

Obiettivo: 12 mm. su 12-24 mm. Tempo: 1/180

Diaframma: f/11

ISO: 100

Locomotore-abbandonato
Fiat-131-Abarth-Italia-Torino

C’era una volta la Fiat 131 Abarth.

Vederle correre in eterni controsterzi, magari in piena notte. Che emozioni.

Le vetture che hanno fatto la storia dei rally mondiali.

Ci sono vetture che hanno scritto l’incredibile storia dei campionati mondiali di rally nel periodo dagli anni ’60 fino agli anni ’90.

Vetture che raccontano di un tempo affascinante fatto di piloti, meccanici, progettisti che avevano relativamente pochi mezzi rispetto ad oggi, ma che hanno creato automobili meravigliose e dalle prestazioni incredibili. 

In questo fine 2022 mi sono recato a visitare nuovamente il meraviglioso museo dell’Automobile di Torino perché avevo voglia di vederlo dopo i lavori alcuni anni fa.

Ma soprattutto ci sono andato perché è in corso la meravigliosa mostra The Golden Age of Rally visto che da sempre sono appassionato di questo incredibile sport motoristico.

Volevo vedere quelle vetture che sono diventate delle vere icone, ancora oggi amate alla follia da schiere di appassionati in tutto il mondo. Possedute da grandi appassionati che permettono a chiunque il piacere di rivederle (e sentirle!) in azione in diversi eventi per autovetture storiche.

Mi aspettavo di poterle ammirare da lontano, con i soliti paletti (fastidiosissimi per chi vuole fotografarle) per impedire al pubblico di avvicinarsi, magari in spazi ristretti e male illuminati.

Invece ho trovato un allestimento assolutamente eccezionale, con ambientazioni e luci perfette e, soprattutto, la possibilità di avvicinarsi (e quindi fotografare) in assoluta libertà pur nel rispetto della buona misura.

Uno spettacolo meraviglioso e un vero tuffo al cuore pensando alle forti iniezioni di adrenalina di quando le ho viste correre nelle gare di quegli anni ormai lontani a pochissimi metri di distanza da me e magari in piena notte.

Grazie al Mauto per aver organizzato un simile evento. Dovrebbero essere gestiti tutti così.

 

 

Geolocalizzazione: 45°1’53.97″ N 7°40’26.592″ E

Obiettivo: 24 mm. su 24-105 mm. Tempo: 1/60

Diaframma: f/6,3

ISO: 3.200

Fiat-131-Abarth-Italia-Torino
Il tasto destro del mouse è disabilitato.