Author:roberto-dolza-fotografia

Paesaggi - Italia - Lago di Malciaussia

Ci vuole tantissima pazienza.

La pazienza non è la virtù dei forti. É la virtù dei fotografi.

Mai demoralizzarsi, ma perseverare sempre.

Domenica 21 giugno 2020. Io e le mie due compagne Tristezza e Solitudine ci svegliamo tardi e molto svogliati. Che noia. Che fare per passare la domenica?

Ci consultiamo rapidamente e decidiamo in perfetto accordo di andare a fare qualche foto al Lago di Malciaussia relativamente vicino a Torino e decisamente carino. Ormai è tarda mattinata e partiamo sotto il sole di una splendida giornata estiva.

Arrivati all’ultima borgata prima della salita finale che porta al lago troviamo una pattuglia dei Carabinieri che sbarra la strada; Quale sarà il problema? La strada è chiusa perché al lago è arrivata troppa gente e non c’è assolutamente posto per parcheggiare. Cribbio in tre non ci avevamo pensato. Che fare? Semplice: fermarsi nella borgata a mangiare un buon piatto di polenta. Offro io.

Due ore dopo (attesa infinita causa troppi clienti) la strada è riaperta e in attimo arriviamo al lago ma è una follia. Ovunque persone accalcate lungo le sponde del lago peggio che Rimini a ferragosto e allora, dopo aver parcheggiato, mi incammino verso la borgata a monte dove mi fermo a fare una piacevolissima chiacchierata con un abitante. Ma ovviamente di fotografare neanche a parlarne.

A metà pomeriggio però arriva un alleato duro e puro a darmi una mano: un vento fortissimo e gelido che spazza violento la superficie dell’acqua. É fatta, in poco più di mezz’ora il lago è deserto. Wow, ci siamo.

Ma c’è ancora un problema, a quell’ora la luce non è certamente bella e allora non rimane che una cosa da fare: aspettare in macchina visto il gran freddo. Non cinque minuti, ma circa un paio di ore, ma per quanto lunghe ne varrà la pena.

Al tramonto il vento cessa improvvisamente, l’acqua diventa uno specchio perfetto e dopo essere entrati nell’ora blu si accendono le poche luci delle borgata e di una baita vicino a me.

Addirittura nel cielo compare una piccola nuvola e sulla montagna la luce di alcuni escursionisti che scendono lungo il sentiero.

Io con il mio cavalletto e la macchina foto sono l’unico a godermi un simile dono che mi è stato fatto.

Me ne rendo conto e resto quasi senza fiato.

Durante il viaggio di ritorno io e Solitudine eravamo felici di questa incredibile esperienza.

Tristezza, dal momento del piatto di polenta, non si è più fatta vedere. Mah.

Geolocalizzazione: 45°45’40.7303″ N 6°59’15.9608″ E

Camera: Nikon D750

Obiettivo: 12 mm. su 12-24 mm.

Tempo: 75″

Diaframma: f/7,1

ISO: 100

Paesaggi - Italia - Lago di Malciaussia
Paesaggi - Italia - Pré-Saint-Didier

Tanta, tanta pioggia.

Quando il meteo cambia i programmi.

Preventivare non serve sempre.

I giorni scorrono nell’attesa del workshop di fotografia naturalistica e le aspettative crescono. Foliage, colori caldi, cieli limpidi con nuvole attraenti. Quante aspettative! Ma il meteo non è d’accordo e all’ultimo impone le sue regole.

Giorni di telefonate con il nostro insegnante per il workshop atteso e desiderato da mesi. Aperto o chiuso causa Covid? Si va o no? Quanto farà freddo a ottobre?

La fantasia corre a ciò che oggettivamente ci dovrebbe accogliere: la natura splendida della Valle D’Aosta, i colori dell’autunno, composizioni estremamente varie e ultimo ma non ultimo, lezioni di scatto all’alba come al tramonto e poi sessioni notturne per le stelle. Spunti quasi infiniti per mettere in pratica nelle migliori condizioni le nozioni apprese.

Ma dal primo giorno il meteo decide diversamente e regala pioggia a catinelle. Più in alto, al lago di Verney fotograferemo addirittura sotto una nevicata. Il sole si farà vedere solo per pochi minuti.

Allora non rimane che cercare di fotografare lo spettacolo dei torrenti che si gonfiano rapidamente e di rappresentare il freddo (tanto freddo!) che oggettivamente faceva.

 

 

Geolocalizzazione: 45°45’40.7303″ N 6°59’15.9608″ E

Camera: Nikon D750

Obiettivo: 24 mm. su 24-120 mm.

Tempo: 1,5″

Diaframma: f/4

ISO: 100

Paesaggi - Italia - Pré-Saint-Didier
Francia - Port en Bessin

Ritorno a casa.

Tornare finalmente a casa. Non sempre è così.

Riflessioni in un caldo e pacifico un tramonto d'estate.

Alcuni lavori si svolgono vicinissimi a casa, altri prevedono un quotidiano tranquillo viaggio di andata e ritorno.

Altri invece impongono di uscire ogni giorno in mare.

Un posto di lavoro che può diventare uno dei più pericolosi al mondo per svolgere uno dei quei mestieri per i quali esci ma non hai mai la certezza di tornare a casa dalla tua famiglia.

Questi pensieri mi sono venuti in mente osservando le barche dei pescatori rientrare a Port-en-Bessin in una condizione meteo di assoluta (quasi irreale viste le latitudini) pace.

Quello è un mare che può diventare spaventoso e quando le reti sono fuori bisogna andare a tirarle a bordo.

Quella sera il mare era in pace. Come la dolcissima atmosfera di quel momento.

I colori del peschereccio, il contrasto tra la luce del tramonto e quella delle ombre, il riflessi sull’acqua e la casualità dello sbuffo sullo specchio di poppa dello scarico del motore, mi hanno donato questo scatto.

Geolocalizzazione: 49°20’57.84″ N 0°45’19.434″ W

Camera: Nikon D7500

Obiettivo: 210 mm. su 70-300 mm.

Tempo: 1/60

Diaframma: f/5,3

ISO: 100

Francia - Port en Bessin
Paesaggi - Italia - Lago Rosset

Una notte a fotografare le stelle.

Una notte a tentare i primi scatti di fotografia alle stelle.

Senza fiato, con lo sguardo rivolto al cielo, stregato da tanta bellezza.

Con alcuni compagni di corso a mettere in pratica le lezioni impartite nel tentativo, non facile, di ottenere uno scatto accettabile.

La montagna è un ambiente affascinante già durante il giorno, ma durante la notte può rapidamente assumere un’atmosfera davvero magica.

Sopra il lago del Nivolet, c’è uno dei migliori spot per fotografare le stelle in quanto l’inquinamento luminoso è tra i più bassi in tutto il Nord Italia e quindi si crea l’opportunità per scattare nelle migliori condizioni possibili.

Trovarsi con poche persone in piena notte in alta montagna nel buio rotto solo per pochi istanti dalle deboli luci rosse delle lampade che si posizionano in fronte, è un’emozione incredibile.

I colori del cielo stellato vengono enfatizzati dall’aria assolutamente tersa e anche in piena estate e sembra quasi di poter accarezzare le stelle allungando la mano verso l’alto.

Con gli occhi e l’anima incantati da quello spettacolo incredibile che ti ritrovi sopra la testa, cominci a comprendere il significato del termine Infinito e non vorresti mai tornare a casa.

 

 

 

Geolocalizzazione: 45°29’2.759″ N 7°8’26.5654″ E

Camera: Nikon D750

Obiettivo: 12 mm. su 12-24 mm.

Tempo: 461″

Diaframma: f/4

ISO: 4000

Paesaggi - Italia - Lago Rosset
Persone - Francia - Cancale

Ma quando torna?

Vivere di ostriche.

Difficile da immaginare se non si vede.

Cancale: le ostriche addirittura a self service.

É risaputo che i francesi amino le ostriche, ma rendersi conto di quanto le apprezzino e di quanto il loro allevamento sia sviluppato nella grandissima baia che comprende anche il famoso Mont Saint Michel al confine tra Normandia e Bretagna è, per un italiano, un fatto abbastanza curioso. Soprattutto quando incontri…

Viaggiando sulla strada che costeggia la lunghissima strada ho notato una strana costruzione che mi ha incuriosito e, siccome dovevo mangiare che mi sono fermato ad analizzare meglio un questo strano edificio. Sono rimasto senza parole quando ho visto che si trattava di un self service di piatti di ostriche appena pescate e servite con qualche fetta di limone. Per 24 ore al giorno e 7 giorni su 7, chiunque può fermarsi, scegliere il vassoio con la tipologia di ostrica preferita e dopo aver pagato alla cassa automatica, gustarsele direttamente in riva al mare.

Poco più avanti mi sono fermato nella bellissima cittadina di Cancale tra bellissime case inizio ‘900 e mille colori che riempiono gli occhi. Al fondo della passeggiata, alla base del lungo molo, c’è uno scivolo che sembra uno dei tanti presenti in Francia per alare piccole imbarcazioni, che era pieno di bancarelle che vendevano ostriche fresche che i turisti e i francesi in particolare si gustavano immediatamente seduti sul molo. Ho poi scoperto che lo scivolo serve ai trattori degli allevatori per scendere con la bassa marea tra le ceste perfettamente allineate e prendersi cura del loro prezioso contenuto. Uno spettacolo curioso e affascinante che ho tentato di immortalare.

Geolocalizzazione: 48°40’14.7908″ N 1°51’4.7741″ W

Camera: Nikon D7500

Obiettivo: 120 mm. su 24-120 mm.

Tempo: 1/200

Diaframma: f/11

ISO: 100

Persone - Francia - Cancale
Persone - Francia - Hirel

In cammino.

Viviamo un tempo dove tutto deve essere veloce, anche il viaggio. Spostare a piedi diventa quindi un privilegio.

Godersi ciò che il viaggio dona ad ogni passo.

Viaggiando in Normandia, ho visto questo uomo che viaggiava semplicemente a piedi. E l’ho profondamente invidiato.

Dicono che uno dei maggiori lussi di un essere umano sia il tempo. Quello per vivere, per riflettere, per lavorare, per divertirsi, per amare e – ultimo ma non ultimo – per viaggiare senza fretta semplicemente con le proprie gambe.

Osservandolo ho compreso che il mio viaggiare in macchina in continua ricerca del successivo posto da visitare e fotografare era un’enorme limitazione perché comunque mi sarei perso angoli o paesaggi bellissimi nella fretta di muovermi verso la prossima meta.

La sua figura, la bellezza della casa alle sue spalle e la casualità dei colori, mi hanno comunque riempito il cuore.

 

 

Geolocalizzazione: 48°36’51.5905″ N 1°50’32.2223″ W

Camera: Nikon D7500

Obiettivo: 31 mm. su 24-120 mm.

Tempo: 1/320

Diaframma: f/9

ISO: 100

Persone - Francia - Hirel
Città - Francia - Menton

Il bellissimo faro all’ingresso del porto di Mentone.

Il fascino antico di un'architettura classica.

L'eleganza di un tempo che fu.

Menton, la prima cittadina francese dopo il confine arrivando dalla Liguria ha da sempre un legame molto forte con l’Italia in particolare con i molti Piemontesi che vi hanno comprato casa.

In particolare era famosa negli anni ’80 e ’90 tra i diportisti italiani a causa della carenza di posti barca in quanto dispone di due porti turistici, quello moderno di Garavan e quello adagiato nella città vecchia.

Quest’ultimo in particolare si sviluppa e a ponente della lunga baia che dal confine si sviluppa per alcuni chilometri e mantiene inalterato il fascino dei fabbricati storici che con le piccole vie tipiche dell’architettura ligure, caratterizza il centro storico.

In particolare il faro di ingresso del lato sinistro del porto risente dell’architettura classica e piacevole di questa cittadina ed è stato edificato con la tecnica tipica del primo ‘900, e mi ha incuriosito al tramonto di una splendida giornata invernale.

 

 

 

Geolocalizzazione: 43°46’32.952″ N 7°30’24.083″ E

Camera: Nikon D7500

Obiettivo: 95 mm. su 18-140 mm.

Tempo: 1/40

Diaframma: f/22

ISO: 100

Città - Francia - Menton
Da qualche parte - Italia - Bobbio Pellice

La fine dell’inverno.

Con la fine dell'inverno inizia lo spettacolo di mille piccoli torrenti.

Acqua, roccia, neve e ghiaccio ancora abbracciati.

L’approssimarsi della fine della stagione fredda è un momento particolare per un paesaggista.

Infatti i contrasti tipici dei terreni innevati lasciano spazio a prati ricoperti dell’erba dell’anno precedente pressata dal carico della neve e caratterizzata da un colore davvero poco entusiasmante.

I fiori, con le loro forme e i loro colori meravigliosi, sono purtroppo ancora completamente assenti.

Anche gli alberi non si sono ancora risvegliati e appaiono tristemente spogli senza le foglie della primavera ormai prossima.

Non è quindi propriamente il momento che invita a preparare lo zaino con la macchina fotografica e tutti gli accessori per andare in montagna a tentare qualche scatto.

Tuttavia questa è anche la stagione in cui riprendono improvvisamente vita e si rafforzano torrenti di tutte le specie e dimensioni. Affascinanti e rumorosi nella loro potenza.

Diventa quindi una buona occasione per fare i primi tentativi di utilizzo dei filtri ND e successivamente a casa per imparare a lavorare in post produzione sui dettagli degli scatti e sui contrasti che sicuramente non mancheranno.

Manca poco ormai al risveglio di Madre Natura.

 

 

 

Geolocalizzazione: 44°46’12.306″ N 7°5’51.09″ E

Camera: Nikon D750

Obiettivo: 100 mm. su 24-120 mm.

Tempo: 15″

Diaframma: f/22

ISO: 100

Da qualche parte - Italia - Bobbio Pellice
Paesaggi - Francia - Étretat

L’ora blu dà spettacolo.

L'ora blu permette scatti molto diversi da quelli usuali. Soprattutto quando il vento forte e il mare mosso giocano a rincorrersi.

Mai arrendersi, anche quando si è stanchi. In quel momento potrebbe arrivare la scatto da ricordare a lungo.

Étretat è una cittadina bellissima, cinta su due lati da scogliere alte quanto spettacolari e quindi interessanti per un fotografo. Anche parecchi minuti dopo che il sole è tramontato.

La prima tappa del mio viaggio in Normandia è stata questa piccola città ed è stato facile perdermi a girovagare per l’intero giorno sulla sommità delle sue scogliere dalle quali si gode di una vista davvero incredibile.

Poi nel pomeriggio ho visitato la parte abitata e infine, ormai stanco, mi sono dedicato alla sua spiaggia.

Il tramonto era già iniziato e mi sono seduto ad ammirare il vento e il mare che stavano rapidamente montando da Nord Est.

Solo quando ormai il sole era calato da tempo mi sono accorto dello spettacolo offerto dalla Falaise d’Amont.

Infatti il mare oltre la scogliera frangeva impetuoso, mentre a ridosso pur rimanendo sferzato dal vento, le onde erano molto basse e quindi il contrasto notevole.

Ero davvero stanco, ma ho rimontato il cavalletto e con gli ISO al minimo ho giocato con il tempo di scatto molto lungo.

Ho così ottenuto questa foto alla quale sono molto affezionato. A quel punto ho risposto l’attrezzatura con il cuore felice.

 



Geolocalizzazione: 49°42’34.9507″ N 0°12’12.5731″ E

Camera: Nikon D750

Obiettivo: 300 mm. su 70-300 mm.

Tempo: 41″

Diaframma: f/9

ISO: 100

Paesaggi - Francia - Étretat
Bianco e nero - Italia - Torino tra tristezza e malinconia

Torino, meravigliosa anche con il guore gonfio di dolore.

Passeggiare nella propria amatissima città con la scusa di scattare qualche foto, ma con la mente altrove.

Poi il caso ti regala uno scatto che amerai.

Dicono che non sia sempre domenica. A volte però succede che la vita imponga svolte dopo le quali, oggettivamente, le domeniche non si riescono più neanche a immaginare. Troppi e troppo grandi i cambiamenti.

Quando apri le mani e le guardi, vedi solo più settimane di sei giorni e capisci che il lavoro, anche se ricco di soddisfazioni professionali e di rapporti personali, non può riempire tutti gli spazi improvvisamente vuoti.

Capita allora che prendi macchina foto, la tua solitudine infinita e la malinconia e, per non pensare troppo, te ne vai in giro per la tua bellissima amatissima città inseguendo l’utopia di stordirti e di non ricordare.

Poi a casa guardando il lavoro fatto ti accorgi di uno scatto in particolare e ti rendi conto di quanto sia incredibilmente bella Torino.

E ti sembra che tutto in quella foto, esprima ciò che non hai più nella tua vita, ma soprattutto nel cuore.

Tutto qua.

 

 

 

Geolocalizzazione: 45°3’50.3529″ N 7°40’43.9587″ E

Camera: Nikon D750

Obiettivo: 120 mm. su 24-120 mm.

Tempo: 1/1250″

Diaframma: f/4

ISO: 100

Il tasto destro del mouse è disabilitato.