C’è sempre una prima volta.

C'è sempre una prima volta

Il mio primo viaggio in assoluta solitudine

Dopo una vita insieme, all’improvviso, viaggiare da soli.

Nella vita ci sono per tutti diverse “prime volte” e nell’estate 2019 ho avuto il mio primo viaggio in assoluta solitudine. La mia prima vacanza senza la mia famiglia.

Ho deciso allora di tornare in una terra che ho conosciuto e amato molti anni fa: la Normandia. Ho pensato però di visitare anche luoghi che non conoscevo e quindi il mio viaggio è iniziato sulla costa atlantica nella meravigliosa cittadina di Étretat.

Non avendo, per scelta, fatto prenotazioni di sorta, per eventuali “emergenze” e per antica passione ho portato con me la mia tenda da campeggio che invece è poi diventata per tutto il viaggio piacevolissima culla per riposare dopo le fatiche del giorno. In quella regione si trovano campeggi bellissimi dove pulizia e rispetto reciproco sono a livelli impensabili per “i mediterranei”  e che anche a livello comunale, offrono a chi abbia voglia di provare un alloggio per qualche giorno diverso dal solito albergo, una piacevole alternativa di sosta. Peraltro in zona sono comunque molto varie le possibilità di pernottamento sia negli hotel, sia nelle bellissime case private dove è possibile, a un prezzo assolutamente ragionevole, godere del caldo e pacato stile di vita (e delle enormi colazioni!) dei normanni.

Fécamp è un piccolo gioiello, incredibilmente pulita e ordinata come del resto tutta la Normandia, ed è adagiata su di una spiaggia di piccoli sassi letteralmente schiacciata tra altissime scogliere a Nord Est e a Sud Ovest. La marea qui davvero molto alta e non viene subito percepita dal visitatore a causa del digradare del fondo del mare inizialmente molto dolce. Ma basta leggere i cartelli di avvertimento e soprattutto visitare gli spazi sopra le alte scogliere per rendersi conto di quanto possa essere pericoloso allontanarsi dalla battigia verso le falesie senza aver prima consultato le tabelle delle maree. Nell’arco di pochi minuti i varchi per tornare al sicuro vengono irrimediabilmente chiusi dal mare che monta. Un volta compreso è affascinante, ma fa comunque paura.

Un altro aspetto che mi ha colpito sono i ritmi di vita della città, che alla sera sono inversamente proporzionali alla durata dei tramonti. Questi infatti sono dolcissimi e quasi infiniti e i Francesi si siedono numerosi sulle panchine del lungomare a godersi lo spettacolo di Madre Natura.

La prima sera, dopo gli scatti tentati fino all’ultimo minuto dell’ora blu, guardo l’orologio e penso “Bene, sono le 23,30, mi sono guadagnato la giornata, è ora di pensare alla cena”. Peccato che rientrato nelle stradine adiacenti la spiaggia tutti i locali fossero incredibilmente chiusi. Niente, tutti a dormire! Sono stato salvato da una creperie nella quale per la prima volta ho assaggiato le meravigliose galettes che sono una bomba calorica e che, accompagnate da un paio di bicchieri di vino, mi hanno permesso una splendida notte di riposo.

L’altro aspetto meraviglioso e davvero incredibile – per un apprendista fotografo – è la luce di questi posti. Quasi sempre relativamente bassa sull’orizzonte, mai troppo forte, a volte velata dalle nuvole, è l’ideale per tentare fotografie ricche di ombre e grandi dettagli. Cambia in continuazione e permette di scattare nello stesso punto magari più volte e in condizioni molto diverse. L’unico aggettivo che mi viene in mente è magica, assolutamente magica.

Qualcosa che ora nel freddo dell’inverno, ritorna prepotente nei ricordi.

Questa è una delle prime foto ed è stata ripresa dall’alto della scogliera sul lato a Sud Ovest della città.

 

 

Geolocalizzazione: 49°42’14.819″ N 0°11’22.89″ E

Camera: Nikon D750

Obiettivo: 20 mm. su 12-24 mm.

Tempo: 1/400

Diaframma: f/9

ISO: 100

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