Hygge. Una parola che racchiude in se il meglio della Danimarca. 01

La Danimarca e i molti significati del termine hygge - 01

Può una parola raccontare molto di un popolo meraviglioso?

La scorsa estate per la prima volta ho scoperto la Danimarca. Anzi per essere precisi il suo popolo meraviglioso.

E, di conseguenza, la parola che meglio lo rappresenta nelle sue diverse accezioni:

Hygge.

Voglio provare a spiegarvi il profondo significato di questo termine con alcuni esempi della vita danese. Questo è il primo.

Giugno 2022, appena sceso dalla navetta di collegamento dall’aeroporto alla stazione dei treni di Aarhus (la seconda città danese) non sapevo cosa davvero aspettarmi perché faticavo quasi a credere alle descrizioni fatte da mia figlia che si era trasferita là da alcuni mesi.

Ciò che realmente non immaginavo era che avrei passato i giorni successivi con stampato in viso l’effetto “mascella cadente” nel disperato tentativo di convincere la mia mente che ciò che vedevano i miei occhi era davvero la realtà.

Il fatto che vi racconto oggi, e accaduto in realtà nel secondo viaggio, questa volta nella capitale Copenaghen, ma questo è un dato assolutamente ininfluente perché permea tutta la civiltà danese.

Tardo pomeriggio il sole si sta abbassando nei lunghissimi tramonti scandinavi, mi sto perdendo tra le vie di questa bellissima capitale e capito in una piazza dove vedo un bar e vengo colpito dal fatto che all’esterno sono presenti una accanto all’altra diverse carrozzine per neonati.

Mi avvicino incuriosito e, con enorme stupore, in ogni carrozzina c’è un pupetto che dorme sereno, perfettamente coperto con il solo viso esposto al freddo della capitale. Riposano tutti, insieme, nelle loro carrozzine e nel silenzio più assoluto.

Addirittura una delle carrozzine ha una videocamera portatile che riprende il bimbo mentre dorme.

Le mamme sono dentro, tranquille e serene, che si prendono un po’ di tempo chiacchierando tra di loro.

Ovviamente non posso trattenermi dal fotografare una simile meraviglia, e incredibilmente mentre fotografo, un paio di passanti si fermano, danno un’occhiata ai pupetti, e poi proseguono nel loro percorso. In-cre-di-bi-le!

Questo può avvenire esclusivamente in un Paese estremamente voluto e con un livello di responsabilità reciproca elevatissimo (che peraltro si riscontra in mille sfaccettature) tanto quanto è basso il livello di delinquenza.

Ma l’aspetto che, grazie a queste considerazioni mi ha colpito, è l’attenzione nella società danese alla qualità del tempo libero che per loro è sacro e il cui rispetto può avere mille diverse sfaccettature. Ecco lo hygge.

Può essere anche un gruppo di mamme che chiacchiera tranquillamente dentro un locale mentre fuori i loro neonati dormono tutti insieme abituandosi (ovviamente in condizioni di massima sicurezza) alle condizioni del clima danese.

Questo è solo un piccolissimo esempio di cosa può essere lo hygge.

 

 

Geolocalizzazione: 55°40’49.5014″ N 12°35’9.7736″ E

Obiettivo: 35 mm. su 24-105 mm. Tempo: 1/60

Diaframma: f/4

ISO: 280

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