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Bianco e nero - Francia - Ouessant - Panorama

Terra e mare. Sposi per sempre.

Terra e mare. Un matrimonio infinito nel quale dolcezza e rabbia si confrontano con forza.

Senza parole davanti a tanta armonia.

Tutti i matrimoni sono caratterizzati da alti e bassi, da momenti di rabbia estrema e dolcezza infinita.

Ma solo quello tra la terra e il mare dura per sempre e ci permette di ammirarne la più profonda, meravigliosa, intimità.

Ci sono posti del mondo noti per le loro peculiarità, alcuni dei quali li rendono iconici e riconoscibilissimi da chiunque nell’infinità che di immagini che ci sommergono in rete.

Le isole della Bretagna, sono note per le terribili tempeste che dal Nord Atlantico le colpiscono con la forza delle loro onde e la violenza dei loro venti.

Per questo motivo, ad esempio, a Ouessant non crescono praticamente alberi ad alto fusto.

Quando ci sono andato, confidavo ahimè non in una di quelle meravigliose tempeste che avvengono solitamente nella stagione fredda, ma almeno in una piccola mareggiata. Un assaggio di tanta potenza mi sarebbe bastato.

E invece ho incontrato mare assolutamente calmo, quasi “mediterraneo”.

Delusione? No, assolutamente no,

Girovagando per l’isola ho trovato i due amanti stretti nel più dolce dei rapporti.

E io, senza parole, sono rimasto a guardarli per un intero pomeriggio.



Unione di 21 scatti in HDR

Geolocalizzazione: 48°27’26.384″ N 5°5’47.0552″ W

Camera: Nikon D750

Obiettivo: 52 mm. su 24-105 mm Tempo: 1/250

Diaframma: f/13

ISO: 100

Bianco e nero - Francia - Ouessant - Panorama
Bianco e nero - Italia - Torino tra tristezza e malinconia

Torino, meravigliosa anche con il guore gonfio di dolore.

Passeggiare nella propria amatissima città con la scusa di scattare qualche foto, ma con la mente altrove.

Poi il caso ti regala uno scatto che amerai.

Dicono che non sia sempre domenica. A volte però succede che la vita imponga svolte dopo le quali, oggettivamente, le domeniche non si riescono più neanche a immaginare. Troppi e troppo grandi i cambiamenti.

Quando apri le mani e le guardi, vedi solo più settimane di sei giorni e capisci che il lavoro, anche se ricco di soddisfazioni professionali e di rapporti personali, non può riempire tutti gli spazi improvvisamente vuoti.

Capita allora che prendi macchina foto, la tua solitudine infinita e la malinconia e, per non pensare troppo, te ne vai in giro per la tua bellissima amatissima città inseguendo l’utopia di stordirti e di non ricordare.

Poi a casa guardando il lavoro fatto ti accorgi di uno scatto in particolare e ti rendi conto di quanto sia incredibilmente bella Torino.

E ti sembra che tutto in quella foto, esprima ciò che non hai più nella tua vita, ma soprattutto nel cuore.

Tutto qua.

 

 

 

Geolocalizzazione: 45°3’50.3529″ N 7°40’43.9587″ E

Camera: Nikon D750

Obiettivo: 120 mm. su 24-120 mm.

Tempo: 1/1250″

Diaframma: f/4

ISO: 100

Bianco e nero - Francia - Due bordi al tramonto

Veleggiare incontro al tramonto.

Veleggiare controvento nella calda luce di un tramonto estivo.

Relax in compagnia di amici prima che scenda la notte.

Per chi abita in una città di mare e ha la fortuna di possedere una barca a vela, due bordi prima del tramonto sono un privilegio unico.

In Paesi con una cultura del mare diversamente sviluppata dal nostro – insegnata fin da piccoli – è anche una consuetudine quasi quotidiana.

In estate, finita una giornata di lavoro, è assolutamente normale uscire a navigare incontro alla luce del sole calda, dolcissima e avvolgente del tramonto.

La pace, i mille profumi portati dal vento, il rumore delle vele o dello sciabordio delle onde sulle murate, qualche parola con gli amici e il piacere intimo e profondo di navigare senza fretta con la tecnica più antica del mondo.

Uno spettacolo che il fotografo a riva non può che immaginare. E quindi, inevitabilmente, cercare di raccontare.

 

 

Geolocalizzazione: 48°38’57.4861″ N 2°1’32.4127″ W

Camera: Nikon D7500

Obiettivo: 300 mm. su 70-300 mm.

Tempo: 1/640

Diaframma: f/11

ISO: 100

Bianco e nero - Italia - Riflessi nell'acqua di un torrente

Il fascino dei riflessi in un piccolo ruscello.

La bellezza a volta ci sfiora nelle cose più piccole.

Come un minuscolo rivolo di acqua baciato dal sole.

In un tempo di emozioni forti siamo abituati a immagini che rappresentano la dimensione più maestosa o la potenza della natura in tutte le sue forme.

Eppure, a volte, la sua bellezza ci sfiora e non la cogliamo solo perché si presenta in una veste minimale. In questi casi il piacere non è nella forza di ciò che osserviamo, ma nell’incredibile armonia che le sue forme assumono.

Può accadere di trascorrere una giornata con gli amici ammirando cime imponenti e maestose, percependo al loro cospetto quanto l’essere umano sia minuscolo. Poi al ritorno chiacchierando in allegria, compare inaspettato dietro una curva un minuscolo ruscello colpito dagli ultimi raggi di sole del giorno.

Lo stupore per questi spettacoli che possono essere eterni o durare quanto un piccolo ruscello di fine estate riempie il cuore come un dono inaspettato.

Sono, sempre e comunque, un dono del Creatore per chi ha la fortuna di goderne anche solo per un attimo mentre cammina in una giornata di fine estate lungo un sentiero di montagna.

In quel momento occhi e cuore si riempiono di una meraviglia che non ci sarà mai denaro che possa comprare.

Fortunatamente.

 

 

Geolocalizzazione: 45°4’35.998″ N 6°36’45.768″ E

Camera: Nikon D7500

Obiettivo: 65 mm. su 24-120 mm.

Tempo: 1/250

Diaframma: f/7,1

ISO: 200

Bianco e nero - Italia - Riflessi nell'acqua di un torrente
Bianco e nero - Francia - Port en Bessin - Les coquilles Saint-Jacques

Madre Natura, più forte dei danni dell’uomo.

L'uomo a volte manca del minimo rispetto a Madre Natura. Ma Lei riesce a creare bellezza da tanto danno.

Ordine perfetto da tanto disordine.

C’è una cosa molto difficile per il moderno fotografo digitale: ottenere belle foto in bianco e nero che non siano solo conversioni di scatti a colori brutti o banali.

Siamo abituati e storditi dagli scatti dai colori pompatissimi fatti con i cellulari o le varie action cam. Il bianco e nero invece, richiede il difficilissimo esercizio di non “vedere” il soggetto a colori prima di scattare, ma di immaginarlo direttamente in bianco e nero.

E per avere un bello scatto di questa tipologia occorre ricercare (almeno) due caratteristiche fondamentali: contrasto e trama ricca di dettagli.

Abbastanza facile a dirsi, difficilissimo da fare tant’è che diversi grandi professionisti ammettono con onestà che faticano a scattare in questa modalità in modo regolare.

Qualche estate fa sono capitato per caso nella cittadina francese di Port en Bessin, dove sono alle prese con un grosso problema conseguenza di un folle comportamento umano. Questa città è rinomata per la pesca delle capesante che là chiamano Coquille Saint Jacques e che i media francesi quantificano in decine di (!) tonnellate all’anno. Malauguratamente i locali hanno la pessima abitudine di non smaltire correttamente i gusci vuoti delle conchiglie perché costa troppo, ma di gettarli semplicemente sulla spiaggia.

Il “problemino” è che sono ormai in tale quantità da coprire la sabbia con uno spessore che in alcuni punti è di gran lunga superiore al metro.

In questa dissennatezza, Madre Natura è intervenuta con la mano del più folle ma anche meticoloso degli artisti. Infatti i gusci sono stati ordinati a milioni dalla marea uno a fianco dell’altro, tutti perfettamente in verticale, creando uno spettacolo meraviglioso e incredibile.

Camminando su questo tappeto magico, incantato da quanto i miei occhi faticavano a credere, ho abbassato lo sguardo verso i miei piedi.

E in quel momento tutte le possibili luci rosse e i campanelli di allarme insieme al dna di mio padre hanno iniziato a suonare all’unisono gridandomi: “bianco e nero!”.

É nata così questa pazza foto; non so se sia una buona foto, ma a me – pensata in bianco e nero – è piaciuta e ho pensato di pubblicarla.

Potete vedere la foto qui

 

 

Geolocalizzazione: 49°20’58.037″ N 0°45’15.156″ W

Camera: Nikon D7500

Obiettivo: 19 mm. su 12-24 mm.

Tempo: 1/60

Diaframma: f/5,6

ISO: 100

Bianco e nero - Francia - Saint Mâlo

Saint Mâlo – La spiaggia di Sillon

Passeggiare al sole di un pomeriggio estivo dove a volte si scatena l'inferno è impressionante.

La magia della meravigliosa Plage du Sillon a Saint - Malo

Saint Mâlo è famosissima per tanti ottimi motivi, ma io ci sono andato per uno in particolare. Vedere il luogo esatto dove si abbattono le sue terribili tempeste e dove questa incredibile città le sconfigge “a muso duro”.

Davanti alla città infatti si estende la lunga Plage du Sillon che è cinta (nel senso più letterale) da una strada che in diversi giorni dell’anno subisce un piccolo problema. Da Nord arrivano e volte si sommano due forze spaventose: le famose e terribili tempeste del Nord Atlantico e le altrettanto terribili maree; la loro unione crea onde gigantesche e queste giungono e si abbattono, a volte anche in estate, con tutta la loro potenza proprio sul limite esterno della strada. Il problema è che sul lato opposto, a non più di cinque metri, c’è il fronte delle case che si affacciano sul mare.

Questa potenza devastante viene da secoli combattuta dall’ingegno dell’uomo e sono state adottate sostanzialmente due difese: 1) sono stati piantati migliaia di enormi pali di legno che spezzano l’onda 2) alla base del muro che poggia sulla spiaggia e che sostiene la strada è stata conferita una una forma arrotondata che devia (parzialmente) la direzione del moto dello onde che da orizzontale diventa verticale.

La situazione rimane comunque in quelle condizioni talmente pericolosa che sia la via del lungomare che anche quelle trasversali vengono chiuse al traffico. Vi invito comunque a una significativa ricerca su YouTube per capire meglio questo spettacolo della natura e della reazione dell’uomo.

Due sono stati i due motivi principali che, da amante delle tempeste e della natura, mi hanno quindi portato a visitare Saint Mâlo: la speranza di vedere uno di quegli eventi dal vivo e comunque comprendere meglio come sia stata organizzata la città per questo aspetto. Speravo – tanto – e mi aspettavo di vedere o almeno percepire “azione” come quando ad esempio si visita un capo roccioso in mezzo al mare.

E invece ho avuto il dono di trovare esattamente l’opposto: pace ed serenità assolute.

La spiaggia, liberata dalla marea era larghissima, con alcuni tavolini da picnic assaliti – con violenza – dai numerosissimi gabbiani, persone di tutte le età che passeggiavano con i piedi sulla battigia.

E nuovamente la luce dolcissima e caldissima che accarezzava la sabbia bagnata, la strada con la fila di case con le elegantissime facciate e i tetti scuri che si riflettevano nell’acqua trattenuta dalla sabbia. La conversione in bianco e nero mi è parsa la logica conseguenza.

Un attimo magico sospeso nel tempo, lontano, tanto lontano dal turismo becero e rumoroso.

Per mia fortuna.

 

 

Geolocalizzazione: 48°39’9.583″ N 2°1’19.708″ W

Camera: Nikon D7500

Obiettivo: 145 mm. su 70-300 mm.

Tempo: 1/800

Diaframma: f/9

ISO: 100

Il tasto destro del mouse è disabilitato.