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Paesaggi - Francia - Carteret

Caldo. Tanto caldo.

In un tardo pomeriggio, i raggi del sole caldissimo giocano con la sommità del faro.

In pochi metri quanta differenza.

Mi affascina il modo in cui zone con diverse temperature dell’aria riescano a modellare e addirittura distorcere la luce con effetti molto diversi.

Nella quiete di un pomeriggio estivo ho ammirato l’incredibile spettacolo della luce che riflettendosi sul caldo pavimento in pietra della passerella della torre del faro di Carteret in Normandia, distorceva in modo chiarissimo la percezione delle barre del mancorrente di protezione della stessa.

Incredibilmente, pochi metri più in alto, la cupola del faro appariva perfettamente nitida, forse grazie a un anelito di brezza.

L’obiettivo alla massima apertura, ha permesso di ridurre al minimo la profondità di campo nel tentativo di “estrarre” questo particolare curioso mentre il controluce ha eliminato le poche possibili distrazioni da questo strano soggetto.

La percezione di pace e di serenità di quel caldo pomeriggio mi pare ancora percepibile e piacevole insieme alla sensazione di estate.

 

 

Geolocalizzazione: 49°22’25.488″ N 1°48’22.943″ W

Camera: Nikon D7500

Obiettivo: 116 mm. su 70-300 mm.

Tempo: 1/200

Diaframma: f/4,5

ISO: 100

Paesaggi - Francia - Carteret
Da qualche parte - Italia - Vanontey

Caldo e freddo. Dentro e fuori.

Programmazione e pazienza dovrebbero essere tra le principali caratteristiche di un fotografo naturalista.

Ma qualsiasi regola vive anche di fortunate eccezioni.

La possibilità di un buono scatto è quasi sempre legata a un buon lavoro di programmazione e di pianificazione. Ma non sempre bastano.

La scelta del luogo (dopo una prima uscita di scoperta), la scelta dell’ora o del periodo con le opportune preziose app, la scelta della composizione e ultimo ma non ultimo, la scelta dei parametri di scatto in talune tipologia di fotografia sono fondamentali.

Ma per gli apprendisti stregoni come me, in tantissime occasioni il caso è un frutto dolcissimo da cogliere al volo quando si presenta.

Peraltro per puro caso, ho scoperto che dopo una giornata di scatti mi piace moltissimo rientrare verso la macchina quando ormai è buio. Il bosco assume colori e rumori inimmaginabili e la fantasia corre verso pensieri propri di un’età ormai molto lontana.

Al buio però le occasioni di scatto sono drasticamente ridotte rispetto al giorno. Ma… mai dire mai.

Lo scorso dicembre a fine giornata, stavo godendomi il rumore dei miei passi nella neve del fondovalle in totale solitudine negli ultimissimi momenti dell’ora blu, quando dopo una svolta mi sono trovato davanti a questo scorcio. Avevo ormai molto freddo, ma ho nuovamente montato la macchina foto sul cavalletto e mentre preparavo lo scatto pensavo al contrasto tra il gelo della notte e il calore delle case dall’altra parte della strada. La luce, come sempre, dettava le sue folli e affascianti regole del gioco.

Magia di una borgata di montagna in una notte invernale.

 

 

Geolocalizzazione: 45°34’40.897″ N 7°20’3.163″ E

Camera: Nikon D750

Obiettivo: 24 mm. su 24-120 mm.

Tempo: 30″

Diaframma: f/8

ISO: 200

Da qualche parte - Italia - Vanontey
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