Tag:Danimarca

Danimarca - Copenaghen - Guardia reale

Fare la guardia al palazzo reale.

La guardia reale in alta divisa.

Fascino e rispetto

Vorrei vedere e fotografare con calma la piazza del palazzo reale nel centro di Copenaghen, ma purtroppo ci arrivo troppo tardi.

Il sole è ormai molto basso, la luce è radente e l’ombra della sera avvolge ormai quasi tutto.

Poi scorgo una possibile composizione che mi affascina moltissimo. E il cuore inizia a correre.

La fotografia in città quando il sole è quasi al tramonto offre poche possibilità a causa del sole che si avvicina all’orizzonte e delle lunghe ombre dei palazzi che smorzano colori e dettagli.

Nella piazza ci sono le guardie in alta uniforme che fanno la guardia al palazzo del re anche loro ormai in ombra.

Tranne una.

Si staglia in pieno controluce. Bella da togliere il fiato dentro un fascio di luce caldissima che l’accarezza e la fa risaltare in modo quasi irreale.

Emana un’eleganza e un rispetto a dir poco incredibili.

Ecco la mia foto!

E la mia emozione…

 

 

Geolocalizzazione: 55°41’1.662″ N 12°35’33.336″ E

Obiettivo: 200 mm. su 70-200 mm

Tempo di scatto: 1/250

Diaframma: f/2,8

ISO: 100

Danimarca - Copenaghen - Guardia reale
Tutto il resto…-Danimarca-Hygge-02

Hygge. Una parola che racchiude in se il meglio della Danimarca. 02

La Danimarca e i molti significati del termine hygge - 02

Può una parola raccontare molto di un popolo meraviglioso?

Continuo nel mio tentativo di spiegare lo hygge (o almeno ciò che ne sto iniziando a capire!) con questo secondo esempio.

Innanzitutto occorre precisare che uno dei molti significati di questo termine afferisce alla grande attenzione che il popolo danese pone alla qualità del tempo libero.

Che di conseguenza lo qualifica e lo caratterizza sotto vari aspetti.

Ad esempio il piacere incredibile di rilassarsi in compagnia dipingendo dei prodotti grezzi in terracotta.

Semplicemente meraviglioso!

Il primo giorno che sono arrivato in Danimarca, mia figlia che vive lì da qualche tempo, mi ha detto: “Papà voglio farti un regalo per il tuo arrivo. Voglio farti provare un assaggio della cultura danese”.

Incuriosito ho accettato con entusiasmo senza tuttavia sapere cosa avremmo fatto. Lontano anni luce anche nella mia fantasia.

Mai avrei potuto immaginare sia cosa mi aspettava, sia soprattutto, come mi sarei sentito bene e sereno durante e dopo questa esperienza.

Dopo un breve viaggio siamo entrati in un locale che allora mi parve molto strano con:

  • A) pareti con lunghe mensole sulle quali erano esposti diversi prodotti in ceramica grezza
  • B) un grande ripiano letteralmente coperto da un’incredibile quantità di colori, di pennelli e di spugnette
  • C) grandi tavoli sui quali uomini, donne e ragazzi di qualsiasi età erano concentrati a dipingere sui prodotti di ceramica
  • D) Un bancone bar dove le collaboratrici del locale preparavano il caffè che i danesi adorano. Tutti gli avventori apparivano molto concentrati ma anche rilassati e chiacchieravano (sottovoce, prima cosa da imparare in fretta!) tra di loro.

A quel punto ho detto a mia figlia: “Che bello Martina, mi fai un vasetto colorato!”.

La risposta mi ha lascito basito: “Guarda che non hai capito papà; io faccio il mio e tu il tuo, quindi scegliti un oggetto che ti piaccia, colori e pennelli e mettiamoci insieme a dipingere!”. Ooops: sconcerto iniziale. 😳

L’esperienza si è rivelata tanto imprevista quanto eccezionale. Un’ora abbondante, in un luogo estremamente caldo e piacevole, a rilassarmi come mai avrei immaginato chiacchierando (sempre sottovoce! 🤫) con mia figlia e gustandomi due ottimi caffè con lo sconcerto di quanto il mio lavoro fosse brutto rispetto a quello degli altri “artisti”.

Oggi la mia “opera d’arte” mi fa compagnia sulla scrivania del mio studio e mi ricorda ogni giorno quanto siano preziosi i mille aspetti dello hygge.

Mi piacerebbe che questa foto potesse trasmettere alcune di quelle incredibili emozioni.

 

 

Geolocalizzazione: 55°40’49.5014″ N 12°35’9.7736″ E

Composizione in HDR di tre scatti

Obiettivo: 58 mm. su 24-105 mm. Tempo: 1/250

Diaframma: f/4,8

ISO: 110

Tutto il resto…-Danimarca-Hygge-02
Danimarca - Copenaghen - Luci e colori

Fine di una giornata di lavoro invernale.

Fine di una giornata di lavoro invernale.

Colori e luci incredibili

La temperatura colore di luci diverse che si incontrano e si fondono della stessa immagine mi affascina sempre moltissimo.

Assomiglia a una danza armoniosa e dolcissima che sembra non avere mai fine.

Ancora di più quando si fondono nella composizione di uno scatto che, come in questo caso, “congela” la fine del lavoro di una fredda e piovosa giornata invernale a Copenaghen.

Mi diverte sempre molto (quando posso) cercare di visitare una città o un luogo nelle diverse ore della stessa giornata perché la luce, per qualità, intensità, direzione, temperatura colore cambia in continuazione.

Ne consegue che la stessa composizione può trasmettere allo spettatore emozioni completamente diverse. Tentare di rappresentarle nel modo corretto è per me un gioco divertentissimo e un’ottima scuola fatta di mille errori. 

In questo caso stavo rientrando verso la mia destinazione passeggiando verso l’inizio del canale di Nyhavn (l’antico porto di Copenaghen) dove si trovano gli imbarchi per i battelli turistici e, improvvisamente, ho visto questa immagine che mi ha profondamente colpito.

Era fine giornata, pioveva e uno dei lavoratori della compagnia di navigazione aveva finito la sua giornata di lavoro. Le luci erano incredibili: quelle della sera invernale ormai all’ora blu e del maltempo erano molto fredde rappresentando benissimo la situazione, mentre quelle dei lampioni e della biglietteria molto calde, facevano pensare al meritato ritorno al calore di casa e della famiglia.

Ed ecco com’è nato questo scatto.

 

 

 

Geolocalizzazione: 55°40’49.5014″ N 12°35’9.7736″ E

Obiettivo: 68 mm. su 24-105 mm

Tempo di scatto: 1/30

Diaframma: f/6,7

ISO: 2.200

Danimarca - Copenaghen - Luci e colori
Paesaggi - Danimarca - Jutland - Bregnet

Una piccola, meravigliosa chiesa nella campagna danese.

Girovagando per le campagne dello Jutland danese.

Una piccola bellissima chiesa scoperta per caso.

La campagna danese è ricca di luoghi bellissimi. É estremamente piacevole percorrere senza alcuna fretta le strade che la attraversano perché all’improvviso possono comparire piccoli gioielli di bellezza e di pace.

Un giorno d’estate, dopo una visita a un parco pubblico, risalgo in macchina per riprendere a viaggiare senza una meta precisa.

Appena uscito dal parcheggio vedo comparire tra gli alberi e sopra una collinetta, un campanile bianco e l’immancabile bandiera danese.

Cambio immediatamente direzione e mi muovo verso questa chiesetta che mi ha incuriosito.

Quando arrivo, resto senza parole. É tanto semplice quanto bella e tutto è perfettamente curato. Un’oasi di pace e di serenità dove fermarmi a godere del calore di tardo pomeriggio estivo.

Dopo averne visitato gli interni, mi siedo sotto un albero del cimitero adiacente. Non c’è un filo d’erba fuori posto e mi godo qualche momento di pace assoluta prima di rimettermi in viaggio.

Geolocalizzazione: 56°17’27.102″ N 10°29’6.648″ E

Obiettivo: 24 mm. su 24-105 mm.

Tempo: 1/200

Diaframma: f/10

ISO: 100

Paesaggi - Danimarca - Jutland - Bregnet
Bianco e nero - Danimarca - Copenaghen - Stazione metropolitana

Bellezza e armonia

La bellezza e l'armonia.

Si manifestano, in alcuni paesi, con costanza e rispetto della tradizione

Più conosco la Danimarca e i suoi abitanti e più me ne innamoro. In particolare della loro grande attenzione a certi aspetti della vita.

Uno di questi è la premura costante e diffusa alla bellezza in questo splendido paese che si riflette in una profonda armonia di forme, colori e anche nell’uso estremamente attento delle luci.

Peraltro questa non è che una sfaccettatura del concetto danese dello hygge, tanto articolato quanto piacevole da vivere e affascinante da osservare. Pur, ahimè, con lo sguardo di chi non ci vive (ancora).

Girando per la Danimarca – con un minimo di attenzione – appare subito evidente l’attenzione all’armonia che viene costantemente esercitata dal suo popolo.

Che si tratti di strade, edifici, parchi, oggetti quotidiani, interno delle abitazioni la sensazione non cambia: si percepisce costantemente il desiderio di creare intorno a sé il “bello”.

Lo stile, estremamente sobrio e lineare tanto nelle forme quanto nei colori, è assolutamente piacevole e trasmette sempre sensazioni di calore e di piacevolezza.

Anche edifici che hanno una destinazione d’uso tipicamente di servizio, hanno queste caratteristiche.

Girovagando per Copenaghen, sono capitato in questa stazione della metropolitana che ho trovato bellissima proprio per i motivi che ho esposto prima.

E ho deciso di condividerla con voi sperando di trasmettervi le stesse emozioni.

 

 

Geolocalizzazione: 55°40’49.5014″ N 12°35’9.7736″ E

Obiettivo: 24 mm. su 24-105 mm Tempo: 1/60

Diaframma: f/8

ISO: 6.400

Bianco e nero - Danimarca - Copenaghen - Stazione metropolitana
Tutto il resto…-Danimarca-Hygge-01

Hygge. Una parola che racchiude in se il meglio della Danimarca. 01

La Danimarca e i molti significati del termine hygge - 01

Può una parola raccontare molto di un popolo meraviglioso?

La scorsa estate per la prima volta ho scoperto la Danimarca. Anzi per essere precisi il suo popolo meraviglioso.

E, di conseguenza, la parola che meglio lo rappresenta nelle sue diverse accezioni:

Hygge.

Voglio provare a spiegarvi il profondo significato di questo termine con alcuni esempi della vita danese. Questo è il primo.

Giugno 2022, appena sceso dalla navetta di collegamento dall’aeroporto alla stazione dei treni di Aarhus (la seconda città danese) non sapevo cosa davvero aspettarmi perché faticavo quasi a credere alle descrizioni fatte da mia figlia che si era trasferita là da alcuni mesi.

Ciò che realmente non immaginavo era che avrei passato i giorni successivi con stampato in viso l’effetto “mascella cadente” nel disperato tentativo di convincere la mia mente che ciò che vedevano i miei occhi era davvero la realtà.

Il fatto che vi racconto oggi, e accaduto in realtà nel secondo viaggio, questa volta nella capitale Copenaghen, ma questo è un dato assolutamente ininfluente perché permea tutta la civiltà danese.

Tardo pomeriggio il sole si sta abbassando nei lunghissimi tramonti scandinavi, mi sto perdendo tra le vie di questa bellissima capitale e capito in una piazza dove vedo un bar e vengo colpito dal fatto che all’esterno sono presenti una accanto all’altra diverse carrozzine per neonati.

Mi avvicino incuriosito e, con enorme stupore, in ogni carrozzina c’è un pupetto che dorme sereno, perfettamente coperto con il solo viso esposto al freddo della capitale. Riposano tutti, insieme, nelle loro carrozzine e nel silenzio più assoluto.

Addirittura una delle carrozzine ha una videocamera portatile che riprende il bimbo mentre dorme.

Le mamme sono dentro, tranquille e serene, che si prendono un po’ di tempo chiacchierando tra di loro.

Ovviamente non posso trattenermi dal fotografare una simile meraviglia, e incredibilmente mentre fotografo, un paio di passanti si fermano, danno un’occhiata ai pupetti, e poi proseguono nel loro percorso. In-cre-di-bi-le!

Questo può avvenire esclusivamente in un Paese estremamente voluto e con un livello di responsabilità reciproca elevatissimo (che peraltro si riscontra in mille sfaccettature) tanto quanto è basso il livello di delinquenza.

Ma l’aspetto che, grazie a queste considerazioni mi ha colpito, è l’attenzione nella società danese alla qualità del tempo libero che per loro è sacro e il cui rispetto può avere mille diverse sfaccettature. Ecco lo hygge.

Può essere anche un gruppo di mamme che chiacchiera tranquillamente dentro un locale mentre fuori i loro neonati dormono tutti insieme abituandosi (ovviamente in condizioni di massima sicurezza) alle condizioni del clima danese.

Questo è solo un piccolissimo esempio di cosa può essere lo hygge.

 

 

Geolocalizzazione: 55°40’49.5014″ N 12°35’9.7736″ E

Obiettivo: 35 mm. su 24-105 mm. Tempo: 1/60

Diaframma: f/4

ISO: 280

Tutto il resto…-Danimarca-Hygge-01
Danimarca - Aarhus - Biciclette - 01

Qualcuno ha detto bicicletta?

Danimarca: biciclette come se piovesse!

Anche quando piove davvero.

Poco tempo fa ho trascorso un po’ di tempo nella città Aarhus in Danimarca dove si è trasferita una persona a me cara.

I primi giorni sono stati per me un doppio shock.

Il primo perché faticavo a credere a quanto i miei occhi vedevano.

Il secondo a chiedermi il perché dei diversi comportamenti di questo meraviglioso popolo e quindi ad apprezzarne gli enormi vantaggi.

Appena sceso dal bus che mi ha portato dall’aeroporto alla stazione centrale vengo letteralmente circondato da una moltitudine di donne in stato di gravidanza che passeggiano con almeno un paio di bambini, e inoltre da una quantità incredibile di biciclette. Per ora vi parlerò delle biciclette.

Sono ovunque e con le fogge più strane (almeno per me!). Non ci sono mountain bike come da noi, ma una marea di mezzi chiaramente da città e cavalcate da qualsiasi tipologia di cittadino. Altra curiosità è il fatto che pochissime sono a pedalata assistita elettricamente nonostante salite e discese seppur non estreme, non manchino.

Questa regola viene invece totalmente sovvertita per le numerosissime bici (come accidenti si potrebbero definire?!?) di tipo familiare (come si diceva da non un tempo per una tipologia di autovetture) che hanno al posto della ruota anteriore una coppia di gomme che sostengono una sorta di “grossa scatola” in molti casi dotata di splendide protezioni contro la pioggia.

Resto basito a vedere cosa viene trasportato in questi strani mezzi: ovviamente bambini ma anche… padri, mamme con i figli, divani e addirittura nonni! Ça va sans dire TUTTI con il casco in testa (divani esclusi).

A questo punto mi è “esplosa” in testa la domanda: ma perché?

Perché così tutti fanno dell’ottimo movimento peraltro prettamente anaerobico, perché così non hanno traffico automobilistico (in due settimane NON ho visto UNA sola coda), perché non hanno problemi di parcheggio, perché si spostano molto più rapidamente, perché così inquinano pochissimo, perché così i mezzi pubblici sono praticamente sempre vuoti, perché…

La situazione è così incredibile per un mediterraneo, che sono rimasto senza parole a vedere un ponte che attraversa i binari del treno. Su tutta la lunghezza hanno costruito una struttura (quasi tutta coperta!) con delle rastrelliere a doppia altezza dove chiunque può liberamente parcheggiare la propria bici al livello inferiore o a quello superiore!

Quanto da imparare.

 

 

Geolocalizzazione: 56°8’59.415″ N 10°12’10.7553″ E

Obiettivo: 105 mm. su 24-105 mm. Tempo: 1/400

Diaframma: f/4

ISO: 100

Danimarca - Aarhus - Biciclette - 01
Danimarca - Aarhus - Kunstmuseum

Un museo meraviglioso.

Nella città di Aarhus in Danimarca il meraviglioso Kunstmuseum.

Stupore sul tetto.

Aarhus è la seconda città della Danimarca e si trova ad ovest della più conosciuta Copenaghen.

É bellissima e con tanti luoghi da visitare, magari iniziando proprio da questo museo che si riconosce facilmente anche da lontano.

Tra le tante cose che mi hanno profondamente quanto positivamente colpito della Danimarca, vi è anche la radicata cultura della qualità.

Nelle tante declinazioni che questo splendido popolo declina questa caratteristica c’è anche la massima attenzione all’arte in moltissime sfaccettature.

Sul tetto dello splendido museo Kunstmuseum hanno costruito una meravigliosa passeggiata circolare le cui vetrate riproducono i colori dell’arcobaleno.

É estremamente piacevole vedere la skyline della città attraverso un filtro colorato che cambia ad ogni passo. Se andate ad Aarhus, e ne vale decisamente la pena, non perdetevela!

 

 

Geolocalizzazione: 56°9’15.1838″ N 10°11’58.6289″ E

Obiettivo: 24 mm. su 24-105 mm. Tempo: 1/50

Diaframma: f/5,6

ISO: 100

Danimarca - Aarhus - Kunstmuseum
Il tasto destro del mouse è disabilitato.